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Le uova di Pasqua

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L’uovo ha sempre contenuto in sé marcati significati allegorici quali la vita e la sacralità, ancor prima dell’avvento del Cristianesimo. Anticamente, secondo una visione pagana, il cielo ed il pianeta terra erano considerati due emisferi che creavano un unico uovo e le uova simbolicamente costituivano la vittoria della vita. Per gli Egizi, l’uovo racchiudeva in sé i quattro elementi dell’universo (acqua, aria, terra e fuoco), i Persiani erano soliti scambiarsi uova di gallina per accogliere la primavera, affiancandovi riti per la fecondità e per il rinnovarsi della natura. I Romani seppellivano un uovo dipinto di rosso nei campi perché visto come propizio per i raccolti. Nel Medioevo, si sviluppò l’usanza di scambio di uova decorate da regalare alla servitù. In questo stesso periodo, l’uso di uova con decorazioni andò ad intrecciarsi con il Cristianesimo, nel quale assunse significato di rinascita dell’Uomo, Cristo. L’uovo infatti ha la forma di sasso ed appare inanimato, come il sepolcro di pietra entro cui Gesù era stato deposto. Al suo interno, però, una nuova vita pronta a nascere: per questo è simbolo di resurrezione. Ancora nel Medioevo, sorse la tradizione di creare uova artificiali composte da materiali preziosi come l’oro, il platino e l’argento, destinate ai nobili ed aristocratici. Più tardi, all’orafo Peter Carl Fabergé è dovuta la preziosa tradizione delle uova decorate: nel 1883, lo zar di Russia gli commissionò un dono speciale per la zarina. In quella occasione, Fabergé creò il primo uovo in platino smaltato di bianco che custodiva un altro uovo d’oro. All’interno c’erano due doni sempre in oro, una corona riprodotta ed un pulcino. Da questa idea-sorpresa si diffuse poi l’usanza del dono all’interno dell’uovo.

Soltanto nel secolo scorso ha preso piede l’uso dell’uovo di cioccolato, anche se non è chiaro a chi spetti il primato della sua invenzione; c’è chi dice che fu Luigi XIV il primo a farlo realizzare intorno ai primi del ‘700, altri affermano che l’idea sia nata in America, dove peraltro ha origine la pianta del cacao. Di sicuro l’usanza è attestata tra Francia e Germania ai primi dell’800, periodo in cui le uova erano di cioccolato pieno. Le cronache da Guinness, riportano che il più grosso fu preparato nel 1897 da un confettiere londinese in occasione di un matrimonio di casa Stuart: alto 9 metri, largo 18, conteneva centinaia di bomboniere da distribuire agli invitati. Se inizialmente la sua preparazione era riservata ad esperti artigiani del cioccolato, in tempi più recenti l’incremento della richiesta ha reso necessario un processo di tipo industriale. Le uova artigianali restano le più pregiate, ma la loro diffusione è nettamente inferiore rispetto a quelle commerciali. Queste ultime devono la propria fortuna alla presenza di giocattoli più in voga del momento, trasformando però le uova in semplici “contenitori” di prodotti, togliendo tutto il significato intrinseco posseduto in origine.

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