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Il Western

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Basta un’inquadratura, basta un solo gesto per comprendere che si sta guardando un film western. Figure e personaggi ricorrenti, una serie di situazioni classiche, di luoghi, di gesti. Scenografie e coreografie più riconoscibili che in qualunque altro genere. Il primo film fu “The Great Train Robbery (La grande rapina in treno) di Edwin S. Porter del 1903. Da allora, si è soliti dire che il western è il cinema per eccellenza, perché di movimento. I suoi attributi ordinari sono infatti la galoppata e gli scontri.

Inizialmente, le storie sono elementari, talvolta di una semplicità assoluta ed in origine i buoni erano vestiti di bianco, i cattivi di nero, secondo una formula che verrà conservata a lungo. Nei primi film non si sparava mai, ma la pistola diventerà poco a poco un elemento mitico del western. Basta pensare alle pistole d’oro impugnate da Henry Fonda in “Ultima notte a Warlock” del 1959. <<Quando un uomo con la pistola incontra un uomo con un fucile, l’uomo con la pistola è un uomo morto>>, dirà Clint Eastwood in “Per un pugno di dollari” del 1964.

Le figure femminili del western rappresentano il peccato e la vita insieme e qualunque posto occupino nella società, sono sempre degne d’amore o almeno di stima e pietà. Eppure è anche fascino e mistero, da salvare e conquistare. Accanto alla donna-mito irraggiungibile, tutta da sognare, oggetto di un amore sensuale e platonico insieme, ci sono le indimenticabili amanti o mogli indiane. E’ questa un’etnia che riassume l’essenza della conflittualità del western. L’indiano è l’enigma dell’intera America, antico abitatore di quel grande paese e per questo pericoloso per la stabilità della civilizzazione, per i valori familiari, per il regime di proprietà privata.

La terra nel western è sempre occasione di lotte, di spargimenti di sangue. La grande contesa tra gli allevatori che non volevano confini, divisioni o separazioni e i coloni che desideravano le spartizioni delle terre per iniziare un’epoca di pacifico sviluppo.
Tutto il west sembra pieno di giocatori, di giornalisti, prostitute, pistoleri, stazioni, treni, banche da assaltare. Ma la figura che ha sempre grande fascino è il cowboy solitario, amante della natura da cui proviene e verso cui si dirige alla fine della storia.

E’ mobile per eccellenza, non ama avere una casa: innumerevoli le scene di bivacco notturno, all’aperto, in cui accanto al caffè e al fuoco appena spento, ci si addormenta per passare la notte al verso lontano dei coyote. Molte altre figure popolano il cinema western e meriterebbero discorsi a parte, nonché attente analisi. Basta osservare che si tratta del genere più ricco di personaggi, luoghi e situazioni tipizzati.

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