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Mesia

Anche per l’acne sembrano aprirsi nuove possibilità di prevenzione e cura attraverso l’immunologia che si occupa di trovare relazioni tra microrganismi e difesa dell’organismo. Questo problema, spesso sottovalutato, può significare un grande impatto sulla qualità di vita di chi ne soffre. Sovente se ne dà la colpa ad un’alimentazione poco sana, invece patatine fritte, salame o cioccolato (che in ogni caso vanno mangiati con moderazione), non c’entrano con i brufoli che fioriscono sulla pelle dei più giovani e non di rado anche degli adulti. Tutto ha origine da stimoli ormonali che provocano un’eccessiva produzione di sebo nelle ghiandole a livello dei follicoli piliferi. Questo, insieme ad eventuali detriti cellulari, formano un tappo che chiude i follicoli, facendoli sporgere sulla superficie cutanea. Comedoni e punti neri, se schiacciati senza adeguate precauzioni, conducono verso la fase successiva: i batteri che normalmente vivono sulla pelle, vanno ad infettare i pori interessati dai comedoni provocando una reazione infiammatoria. Tra i germi che possono infettare la cute c’è il Propionibacterium acnes, il quale su una pelle sana è innocuo, ma se resta intrappolato in un poro chiuso da sebo o sporco, accende una reazione infiammatoria. In mancanza di ossigeno, questo batterio trasforma il sebo in acidi grassi, i quali a loro volta impediscono l’attività di alcuni enzimi e cellule della pelle.


Tenere la pelle sempre ben pulita è la prima regola per chi soffre di acne, anche se non sempre basta. I batteri infatti si associano tra loro per formare pellicole sottili, aderenti alla pelle, dette “biofilm”, quindi non è proprio opportuno aggredire questo microrganismo, dato che alcuni suoi ceppi apportano dei benefici per la pelle. Ora che si è scoperto come il batterio scatena l’infiammazione, ci si augura che vengano messe a punto nuove terapie entro qualche anno. Nel frattempo è consigliabile utilizzare i prodotti già disponibili in farmacia o consigliati dai dermatologi, evitando metodi “fai da te”.

Secondo l’ultimo rapporto di Legambiente, nel 2016 sono 33 le città italiane che hanno superato i limiti di inquinamento atmosferico. La situazione non migliora se si considerano anche le polveri sottili, ancora più nocive perché capaci di essere assorbite dai polmoni. La ricerca scientifica portata avanti negli ultimi anni, evidenzia come le soglie di tolleranza dello smog vigenti nei Paesi più avanzati, risultino insufficienti a proteggere i cittadini. Il dato più recente mette in risalto che la prolungata esposizione alle polveri sottili e all’ozono contribuisce ad aumentare il rischio di morte prematura. Il valore del risultato, che conferma conclusioni precedenti, deriva dall’estensione della popolazione coinvolta: sono frutto di informazioni sanitarie raccolte nel corso di sette anni consecutivi su circa 60 milioni di persone. La cattiva qualità dell’aria non incide sulla salute solo perché favorisce le malattie dell’apparato respiratorio, ma è dimostrato ormai da tempo che lo smog ha importanza anche per la mortalità causata da malattie cardiovascolari e tumori. Uno studio condotto in America dimostra che se si riuscisse ad abbassare il tasso di polveri sottili anche di un solo microgrammo per metro cubo, soltanto negli Stati Uniti si potrebbero salvare ogni anno 12mila vite.

Secondo il rapporto emesso lo scorso anno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’impatto di questo fattore ambientale sull’aspettativa di vita, potrebbe essere anche maggiore in Europa, dove in media si respira aria ancora più inquinata. Esistono però degli spiragli di speranza: si è determinato un calo delle concentrazioni di particolato in oltre il 60% delle città europee analizzate. Gli esperti dell’Università di Harvard consigliano di abbassare le soglie consentite, per esortare nuovi interventi a controllo dell’inquinamento dell’aria. In Asia e nei Paesi più ricchi del Medio Oriente è richiesto uno sforzo ancora maggiore, poiché i livelli di smog e le conseguenze sulla salute sono superiori.

L’elenco dei beni culturali italiani pubblici e privati, è lunghissimo: musei, regge, gallerie, mostre, biblioteche, collezioni artistiche, teatri d’opera, siti archeologici, ville e parchi. L’apice di questo patrimonio è costituito dai poli culturali concentrati nelle maggiori città d’Italia, che attirano grandi flussi di visitatori sia italiani che stranieri. Con la recente riforma del Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo, si è voluto conferire a nuove e vecchie istituzioni una maggiore autonomia operativa ed economica. Sono dunque almeno tre le sfide a cui sono chiamati i “gioielli” nostrani: innanzitutto una migliore fruibilità, particolarmente attraverso internet ed i social; una visione più strategica dei beni culturali, che comprende la loro conservazione e restauro, la divulgazione, offerte e servizi razionalizzati, organizzazione di mostre ed esposizioni. La principale emergenza pare sia quella del personale, quasi ovunque sotto organico o talvolta carente di figure specializzate. Nonostante la scarsità di persone impiegate sia evidente, però, i dati di incremento nelle visite di turisti è innegabile. A Venezia, ad esempio, nelle Gallerie dell’Accademia, il 2016 ha visto un aumento di quasi il 9 per cento di visitatori, incassando circa 1 milione e 400mila euro. Presso la Reggia di Caserta, il bilancio 2016 è stato chiuso con un incasso di 4 milioni e mezzo di euro. Un milione e mezzo in più dell’anno precedente, nonostante i costi della manutenzione del parco di cento ettari spettino alla Reggia e portano via la metà degli incassi. A Firenze, il Museo Nazionale del Bargello che in realtà ne comprende cinque (il Bargello, le Cappelle Medicee, Orsanmichele, Palazzo Davanzati e Casa Martelli), punta su percorsi che valorizzi la conoscenza dei beni presenti in essi. Detto Museo ha accolto 660 mila visitatori nel 2016, realizzando un incasso superiore al milione di euro e le stime per il 2017 parlano di aumenti ulteriori. I Musei Reali di Torino si snodano in un percorso molto vasto che attraversa la residenza dei Savoia: il Palazzo Reale, la Pinacoteca nazionale, quella sabauda, il Museo Archeologico, l’armeria e la biblioteca. Nel 2016. I Musei Reali hanno prodotto 1 milione e100mila euro, in gran parte portati da introiti di biglietti.


I punti su cui è necessario migliorare ancora riguardano la capacità di sviluppare programmazione a lungo termine, organizzando eventi, concerti, conferenze, visite didattiche per bambini e la messa in rete delle collezioni museali, vale a dire la loro accessibilità via Internet. Un segnale incoraggiante proviene proprio dal Ministero che ha finanziato la nascita della Biblioteca Digitale Italiana, con l’intento di valorizzare il patrimonio di immagini conservato negli Archivi di Stato, nelle biblioteche statali e negli archivi fotografici delle Soprintendenze.

Detta anche “trattamento di mare”, la talassoterapia è una forma di terapia alternativa che si serve dell’azione curativa dell’ambiente marino. Acqua di mare, clima, sabbia, alghe e fanghi sono gli elementi impiegati in questo tipo di trattamento utile per la cura di patologie che interessano la cute, delle vie respiratorie e dei dolori osteoarticolari e reumatici. L’acqua di mare, che contiene nutrienti e minerali è la più completa tra le acque minerali, in quanto racchiude gran parte degli elementi riscontrabili in natura.

Unitamente al clima marino può essere d’aiuto per diversi disturbi e procurare azione detergente, antibatterica e rivitalizzante. La talassoterapia è fondata sul principio in base al quale gli oligoelementi ed i Sali contenuti, siano in grado di favorire il ripristini dell’equilibrio dell’organismo. Va però detto che i benefici della talassoterapia non sono provati scientificamente, anche se viene riconosciuta come potenzialmente curativa. I trattamenti che può comprendere dipendono dal componente marino utilizzato. Il trattamento caratteristico è il bagno in acqua di mare.

Prevede l’immersione in mare o in piscine o vasche collocate entro strutture adatte. Il bagno parziale o totale può essere caldo a 37-38°C, della durata di circa venti minuti o freddo, tra i 20°C ed i 25-27°C. Una variante, detta bagno attivato, prevede l’aggiunta di alghe e/o derivati o anidride carbonica od ozono. Il clima marino permette forme terapiche quali radiazioni solari (elioterapia), a beneficio di cute ed alcune patologie ad essa relative, ossa, sistema neuroendocrino; aerosol marino, composto di acqua che evapora dal mare e che porta con sé Sali e ioni, utili per disturbi delle vie respiratorie superiori e inferiori.

Le sabbiature, attraverso l’azione di sabbia calda sono indicate per il trattamento di patologie muscolo-scheletriche di origine sia reumatica che traumatica. In genere si effettuano in spiaggia, con buche scavate appositamente, in cui il paziente si può sdraiare, per poi essere ricoperto di sabbia per 15-20 minuti, fino ad un massimo di 40 minuti. La talassoterapia non è indicata per chi soffre di disturbi del sistema nervoso, né cardiovascolari. A causa dell’alta percentuale di iodio, è vietata a pazienti affetti da patologie tiroidee.

Il mercato degli acquisti online, al di là di ogni giudizio etico, se confrontato con quello tradizionale, in Italia è in costante aumento, con al primo posto, libri, gadget elettronici e abbigliamento. Una pratica diffusa, ma che non va presa alla leggera se si vogliono evitare brutte sorprese. Comprare sul web non è un gioco: lo si fa con soldi veri, con aziende vere, reali tanto quanto lo sono i consumatori. Di conseguenza, più o meno valgono le stesse regole di buon senso applicabili a qualsiasi acquisto, cioè confrontare prezzi e condizioni dei vari negozi virtuali, senza fermarsi al primo risultato di ricerca. Per questo, oltre ai criteri facilmente intuibili (minor prezzo, maggior velocità di consegna, spese di spedizione accettabili), ci sono anche altre caratteristiche da controllare. Per cominciare, la sicurezza: è bene che almeno nella pagina di pagamento, l’indirizzo sia preceduto dal simbolo del lucchetto e dalla sigla <<https>>, che indica un protocollo di sicurezza di buona affidabilità. Per il resto, vince la chiarezza: nella descrizione del prodotto, nel prezzo, nelle spese di spedizione, ma anche nei dati completi del venditore.

Lo shopping online ha necessità di una connessione sicura; quindi sarà bene evitare pc pubblici o condivisi ed utilizzare un apparecchio dotato di antivirus aggiornato. Va fatta attenzione con gli smartphone, che spesso non sono protetti come i computer. Una volta effettuata la compera, in caso di ripensamenti, è garantito per legge il diritto di recesso. Il venditore è tenuto a rimborsare l’acquisto, sempre che il consumatore eserciti il proprio diritto in modo corretto. Il numero da tener sempre presente è il 14, perché sono tanti i giorni di tempo per inviare una raccomandata con ricevuta di ritorno al venditore e per restituirgli il prodotto (la spedizione è a carico del consumatore). Entro 14 giorni arriverà il risarcimento dal giorno in cui si è ricevuta la raccomandata, senza ulteriori spese.

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