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Mesia

La stagione estiva è ormai alle porte e per la prova costume si vorrebbero evitare anche tutti gli inestetismi causati dalla cellulite. Quest’ultima non è dipendente solo da un eccesso di peso, ma anche da altre cause, quali la ritenzione idrica e la circolazione. Coesistono pure fattori genetici, ormonali, costituzionali e vascolari, a cui spesso si sommano la vita sedentaria e lo stress.

Va detto che non si è in grado di eliminare del tutto la cellulite, ma può essere ridimensionata riducendone gli inestetismi e tenuta sotto controllo. Tra i possibili rimedi, può risultare utile l’esercizio fisico, cercando di fare sempre movimento, in modo particolare con le gambe. In casa, in palestra, col nuoto, camminando a passo veloce, andando in bici o facendo le scale, è indispensabile stare in attività.

Attraverso l’alimentazione, consumando cibi che contengono vitamina C, E, silicio e zinco, nella propria dieta vanno introdotte sostanze che aiutino a rafforzare i capillari. Almeno cinque volte a settimana, sono indicate frutta e verdura fresca in foglia, cibi ricchi di clorofilla, evitando di assumere quantità eccessive di carne rossa. Vanno moderati alcol e fumo ed eliminate le bevande gassate, zucchero e farine raffinati. Con moderazione vanno assunti latticini, uova, crostacei e caffè.

La cellulite è causata principalmente dalla ritenzione idrica: per questo è consigliato bere molta acqua o anche tisane e infusi che contribuiscano a far drenare i liquidi in eccesso. Anche i massaggi con prodotti cosmetici adatti possono essere d’aiuto. Su creme e oli non ci sono certezze sull’efficacia, ma un buon movimento lento, profondo e circolare, è senz’altro utile. E’ inoltre sconsigliato fare la doccia con acqua eccessivamente calda. E’ da preferire l’acqua tiepida, con getti d’acqua fredda su glutei e cosce, in modo da stimolare la circolazione dei punti interessati.

Sono diversi i tipi di sale nero esistenti, dalle diverse proprietà. Le varietà più conosciute sono il sale nero di Cipro, il sale nero indiano ed il sale nero delle Hawaii. Con caratteristiche diverse l’uno dall’altro, possono differenziarsi anche per il colore, che dipende dal metodo di lavorazione.

In particolare, il sale nero indiano ha sapore sulfureo e rifacendosi alla medicina ayurvedica, garantisce numerosi benefici per la salute, anche se ad oggi non è stata condotta alcuna ricerca scientifica che possa far risaltare o meno le sue proprietà. Alcuni naturopati consigliano l’assunzione di sale nero al posto del tradizionale sale iodato bianco, in quanto naturalmente ricco di ferro ed altri minerali.

Composto principalmente da cloruro di sodio, comprende anche solfati, solfuri, ferro e magnesio. A donargli il caratteristico colore scuro è il solfuro di ferro, mentre il solfuro di idrogeno gli conferisce odore sulfureo. In cucina, i vantaggi del consumo di sale nero si possono riscontrare in una minore quantità di sodio, anche se va comunque consumato con moderazione da coloro che soffrono di ritenzione idrica ed ipertensione.

Contenendo tracce di carbone vegetale, può essere utile per ridimensionare i problemi relativi al gonfiore addominale, però se si soffre di eccessiva produzione di gas a livello intestinale, è preferibile l’assunzione di carbone vegetale acquistabile in farmacia, sempre dietro consiglio del proprio medico curante.

Il sale nero di Cipro, invece, si ottiene aggiungendo ai “fiocchi” di sale, del carbone attivo che gli conferisce lievi proprietà detossinanti. Ha un sapore meno intenso del sale comune, con fiocchi friabili e leggeri ed una lieve sensazione di croccantezza.

Il sale nero può risultare una valida alternativa al sale bianco, anche se rispetto a qualsiasi altro sale, il più sano è il sale rosa dell’Himalaya. Non per questo il sale nero va demonizzato: è un buon sostituto del sale tradizionale ed il suo sapore può essere gradito a molti.

Era il 1 maggio del 1886, quando a Chicago, una partecipata manifestazione operaia fu repressa nel sangue. Pur essendo giornata lavorativa (cadeva di sabato), dodicimila fabbriche degli Stati Uniti rappresentate da 400mila lavoratori, scioperarono e parteciparono al corteo formato da 80 mila persone. In quella sede, la manifestazione si svolse pacificamente, ma nei giorni successivi ci furono degli scontri tra polizia e manifestanti che protestavano contro i licenziamenti.

Successivamente, durante il congresso dell’Associazione Internazionale dei lavoratori riunito a Ginevra nel settembre 1866, nacque la proposta di portare ad otto le ore lavorative come limite legale. Erano state soprattutto le organizzazioni dei lavoratori statunitensi a sviluppare il movimento di lotta sul tema delle otto ore. Proprio nel 1866, lo Stato dell’Illinois approvò una legge che introduceva la giornata lavorativa di 8 ore, ma le limitazioni erano tali da impedirne l’effettiva applicazione.

Bisognerà attendere il 1886, con la scelta del 1 maggio, perché gli operai si rifiutassero di lavorare oltre le 8 ore al giorno. Di qui, nel 1889, la giornata del 1 maggio fu presa in prestito dal congresso della Seconda Internazionale a Parigi, che decretò l’esigenza di una giornata comune per tutti i paesi e le città, affinché i lavoratori potessero domandare contemporaneamente di portare per legge la giornata lavorativa ad otto ore. La scelta cadde sul 1 maggio come giornata simbolica per onorare i lavoratori morti tre anni prima a Chicago.

In Italia il 1 maggio fu rispettato fino a quando Mussolini arrivò al potere: proibì la celebrazione di quel giorno e la si spostò al 21 aprile, giorno del “Natale di Roma”. Soltanto con la fine del ventennio, il 1 maggio del 1945, tutti si riunirono di nuovo con entusiasmo nelle piazze d’Italia. Nel 1948, però, si assisté ad una spaccatura che condusse poi alla scissione sindacale. Solo nel 1970i lavoratori di ogni tendenza politica, tornarono a celebrare uniti questa festa.

Da diversi anni, Cgil, Cisl e Uil organizzano un concerto rock per i giovani, collocato nello spirito del 1 maggio.

L’anniversario della liberazione d’Italia che ricorre annualmente il 25 aprile, è una festa nazionale della Repubblica perché fondamentale per la storia italiana; motivo di questa celebrazione è, appunto, la liberazione dall’occupazione nazista e dal regime fascista. Il 25 aprile del 1945, il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia con sede a Milano proclamò l’insurrezione generale di tutti quei territori che erano ancora occupati dai nazifascisti ed attraverso le forze partigiane del Nord Italia, attaccarono i presidi fascisti e tedeschi obbligandoli alla resa. La parola d’ordine dei partigiani pronunciata quel giorno ed i successivi fu <<arrendersi o perire!>>.

Si giunse al 1° maggio perché tutta l’Italia settentrionale fosse liberata, portando a termine i venti anni di dittatura fascista ed i cinque di guerra. La data del 25 aprile simboleggia l’apice della fase militare della Resistenza e l’inizio di una fase di governo che attraverso i suoi rappresentanti, giunse al referendum del 2 giugno 1946 sulla scelta tra monarchia e repubblica (votazione politica a cui parteciparono per la prima volta anche le donne) e successivamente alla nascita della Repubblica Italiana, culminando nella stesura della Costituzione in via definitiva.

Il 22 aprile del 1946, il principe Umberto II, su proposta del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi, emanò un decreto legislativo luogotenenziale con cui si stabiliva che il 25 aprile di quello stesso anno veniva dichiarato festa nazionale. Lo stesso avvenne anche negli anni successivi, ma soltanto il 27 maggio 1949, con la legge 260, fu istituzionalizzata in maniera stabile come festa nazionale.

A partire da questa data, in tutte le città italiane, ogni anno vengono organizzate manifestazioni pubbliche per ricordare l’evento. In particolare, il Presidente della Repubblica omaggia solennemente il sacello del Milite Ignoto, deponendo una corona d’alloro in memoria dei caduti ed ai dispersi italiani in ogni guerra.

Accanto alla tradizionale chirurgia estetica che permette di ridurre o eliminare le rughe del viso, esistono altre alternative per un lifting viso efficace. Una di queste è il laser CO2 frazionato detto anche frazionale, che attualmente pare venga considerato tra i rimedi migliori per il trattamento dell’invecchiamento del viso.

E’ efficace nell’eliminazione di rughe, macchie, pori dilatati e per regalare al viso un risultato rassodante. Il trattamento consiste nel passaggio di luce laser sulla pelle. Grazie al suo fascio, si va ad esercitare un’azione specifica sulla pelle, che consiste nel colpire la parte acquosa dei tessuti.

Nello stesso tempo, si verifica una nuova formazione di collagene e fibre elastiche, che con l’energia calda prodotta dal laser, permette alla pelle un continuo rinnovamento anche dopo 6 mesi. Il trattamento consiste nell’applicare una crema anestetica sul volto del paziente e dopo averla lasciata agire almeno un’ora, si procede col passaggio del laser sulla pelle per una durata di circa 15 minuti.

Nei giorni seguenti, la pelle appare leggermente più scura, ma con 4-5 giorni di intervallo, schiarirà facilmente, fino ad apparire rinnovata. Ovviamente il numero delle sedute varierà in base alla quantità e alla profondità delle rughe e delle macchie; di solito si va da un minimo di una seduta ad un massimo di quattro.

Il risultato più evidente è la scomparsa o la forte riduzione delle rughe del volto, ad esempio quelle intorno alle labbra, più concentrate. Con il laser CO2 frazionato, vengono eliminate anche le macchie scure causate dall’età o da un’eccessiva esposizione al sole. L’effetto di “tensione” che si ottiene al termine del processo è simile al lifting chirurgico, ma senza interventi. Ogni trattamento ha una durata di 2 anni, terminati i quali è consigliato un laser di mantenimento all’anno.

Un’altra soluzione è quella della Terapia a Ultrasuoni, che stimolano la naturale produzione di fibre di collagene, proteine strutturali che donano tonicità alla pelle. Dopo una prima visita valutativa per constatare quale sia lo stato di invecchiamento e di cedimento strutturale, lo specialista farà scorrere una sonda sul viso con una minima quantità di gel, lavorando sui tessuti in modo profondo. La sonda è un vero e proprio apparecchio ecografico: attraverso uno schermo, il medico visualizzerà in tempo reale i livelli di tessuto da trattare e potrà determinare in quale direzione inviare gli ultrasuoni.

Gli effetti sono visibili già subito dopo un’unica seduta di trattamento, anche se per assistere al massimo dei risultati, saranno necessari 2-3 mesi, tempo in cui viene prodotto il nuovo collagene, con il 42% in più rispetto alla quantità precedente. Gli effetti hanno durata di un anno, ma il trattamento può essere ripetuto nel tempo.

Ulteriore alternativa può essere quella di ricorrere ai filler dermici. Sono iniettabili e si possono adoperare su viso, collo, mani e décolleté. L’effetto lifting è immediato: i tessuti acquistano volume temporaneo e con l’avanzare del tempo, donano risultati ancora più visibili, dovuti alla naturale produzione di collagene. Gli effetti durano fino ad un anno ed ogni seduta si svolge in 30 minuti circa.

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